chirurgia refrattiva

Al Centro Medico Santa Lucia è possibile sottoporsi a numerose tecniche chirurgiche (compatibilmente con le caratteristiche dell’occhio, che vengono verificate ed analizzate durante un’attenta visita oculistica completa di esami diagnostici specifici, per escludere la presenza di condizioni di non idoneità all’intervento).

Le tecniche disponibili sono sempre meno invasive, riproducibili e con tempi brevi di recupero postoperatorio.

La chirurgia refrattiva si offre come alternativa valida e tecnicamente consolidata all’utilizzo di ausili ottici (occhiali o lenti a contatto) per tutti coloro che sono affetti da ametropie (difetti visivi), liberandoli da fastidiose limitazioni funzionali.

L’intervento viene eseguito in un ambulatorio chirurgico dedicato e preventivamente sterilizzato, con continui ricambi di aria e mantenimento di temperatura ed umidità costanti, per garantire la migliore condizione di operatività del laser e la massima attenzione nei confronti del paziente e della sua salute.

Il laser modifica il raggio di curvatura corneale, modellandola con estrema precisione e senza danneggiare il tessuto circostante e, in tal modo, elimina del tutto o in parte il difetto visivo del paziente.



Esistono diverse tecniche di chirurgia refrattiva, tutte eseguibili al Centro Medico Santa Lucia:

Fotocheratectomia Rifrattiva PRK: agisce rimodellando direttamente la superficie anteriore della cornea. Dopo asportazione meccanica dell’epitelio, eseguita o con una piccola spatola ed una microspugnetta, o con disepitelizzatori meccanici, o con il laser, il fascio ultravioletto emesso dal laser provoca una fotoablazione per dissociazione molecolare del tessuto corneale.

Al termine dell’intervento, viene applicata una lente a contatto terapeutica, abitualmente rimossa dall’oculista in quarta giornata.

Cheratomileusi Epiteliale a mezzo Laser LASEK: può essere considerata una evoluzione della PRK. Infatti, nella LASEK si “scolla” dallo strato sottostante, tramite una soluzione alcolica, l’epitelio corneale (strato più superficiale), mantenendolo integro e riposizionandolo in superficie, dopo aver effettuato il trattamento laser. Questo consente una rigenerazione epiteliale più rapida, una cicatrizzazione più regolare e con minor rischio di haze (opacità generata da eccessiva ed anomala cicatrizzazione). Come per la PRK, al termine dell’intervento, viene applicata una lente a contatto terapeutica, abitualmente rimossa dall’oculista in quarta giornata.

Cheratomileusi Epiteliale Laser Assistita EPILASIK: non dissimile dalla PRK e dalla LASEK, in quanto metodica di superficie, si differenzia dalle altre due tecniche soltanto per la modalità di ottenimento della disepitelizzazione corneale, che avviene tramite uno speciale strumento, il microcheratomo, sul quale viene montata una lama smussa in materiale plastico, più precisamente un separatore, che crea un sottile lembo di cornea superficiale. Come per la PRK, al termine dell’intervento, viene applicata una lente a contatto terapeutica, abitualmente rimossa in quarta giornata dall’oculista.

Cheratomileusi Intrastromale Laser Assistita LASIK: anche tale metodica si avvale del microcheratomo, sul quale, in tal caso, viene montata una vera e propria lama di titanio, che crea un lembo più spesso rispetto a quello della EPILASIK, di profondità precisa, calcolata al millesimo del millimetro e controllata, il quale viene poi sollevato per raggiungere gli strati di cornea sottostanti, che vengono trattati con il laser ad eccimeri, per correggere l’ammontare desiderato del difetto visivo. Il tessuto sollevato viene poi riposizionato, senza punti di sutura.
Questo tipo di intervento è poco invasivo, non distrugge né l’epitelio né lo strato sottostante, evita il fenomeno dell’opacità corneale (haze), non è doloroso e limita la terapia post-operatoria a soli 7-8 giorni.
La LASIK consente un recupero visivo completo già in seconda o terza giornata.

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