chirurgia della cataratta

L’ intervento per la cataratta è divenuto uno step certo nella vita di ogni uno di noi, ed ultimamente si assiste ad un lento e graduale anticipo dell’età in cui si affronta.
Prima di parlare di questa patologia Dell’occhio e del perché sempre più spesso viene anticipato intorno ai 50 anni, cerchiamo di capirne le ragioni che ci obbligano ad affrontarlo.
L’occhio è l’organo di senso più complesso e delicato di cui disponiamo e da solo rappresenta circa il 70% delle percezioni sensoriali che l’uomo ricava dall’ambiente esterno. Anche se siamo abituati a considerarlo come un “corpo unico”, dobbiamo sapere che è formato da un elevato numero di elementi perfettamente integrati che lavorano in modo sinergico, non solo tra loro, ma anche col nostro sistema nervoso, proprio per permetterci di vedere.

Nella vita quotidiana siamo soliti dire “devo fare la cataratta”. Andiamo cioè ad indicare col termine di cataratta, l’intervento chirurgico. In verità la cataratta è quella patologia dell’occhio figlia dell’opacizzazione del cristallino.
Nell immagine precedente possiamo notare come il cristallino si trovi dietro l’iride (parte colorata dell’occhio), ed esso contribuisce a mettere a fuoco le immagini sul piano retinico. Non esistono terapie farmacologiche che curino o prevengano questa patologia; l’unica terapia per ripristinare una buona visione e quella chirurgica che può essere di FACOEMULSIFICAZIONE o FEMTON CATARATTA.
L’opacizzazione del cristallino è dovuta all’esposizione alla luce oltre che a reazioni metaboliche ed ostacola il passaggio della luce verso la retina. Questo è il motivo per cui i pazienti affetti da cataratta, hanno la sensazione di essere abbagliati ad esempio dai dai fari delle auto. Altre sintomatologie possono essere un calo della vista (variazione o subentro di miopia, astigmatismo e ipermetropia) ed una percezione dei colori difforme, che appaiono privi di vitalità, vivacità ed intensità proprio come accadde al pittore Monet.
Egli infatti affermò che “man mano che la malattia progrediva, i bianchi ed i verdi diventarono giallastri, i rossi assunsero un tono arancio, i blu e i violetti vennero sostituiti dai rossi e dai gialli. I dettagli si facevano vaghi ed i contorni scompaiono per diventare sfuocati.”

La facoemulsificazione come la femton cataratta sono interventi di day surgery, ovvero senza ricovero ospedaliero. Il paziente resta sveglio e non avverte alcun dolore poiché l’occhio viene anestetizzato con dei colliri.

La differenza tra queste due tecniche operatorie consta nel fatto che con la facoemulsificazione il taglio corneale (la corne ha uno spessore di circa 2mm) e la manovra della ressi vengono fatte con bisturi precalibrati e con pinze chirurgiche, mentre nella femton cataratta vengono fatte col laser.
La frantumazione del cristallino nella prima tecnica chirurgica viene fatta ad ultrasuoni, mentre nella seconda sempre col laser.
Tra queste due tecniche esiste pertanto la stessa differenza che si può riscontrare tra una produzione artigianale ed una produzione industriale. È chiaro quindi come l’esperienza operatoria del chirurgo, anche a fronte dei ridottissimi spazi d’intervento, sia fondamentale a prescindere dalla tecnica scelta per l’operazione. Abbiamo anticipato come l’età media dei pazienti che decidono di curare la cataratta si sia abbassata. questo perché negli ultimi anni le tecniche chirurgiche oftalmologiche hanno fatto passi da giganti permettendo di risolvere contestualmente alla cataratta anche difetti visivi come miopia astigmatismo ipermetropia e presbiopia.

Infatti, se il paziente decide di farsi impiantare un cristallino torico, più conosciuto come lente teorica, risolve non solo la patologia della cataratta ma anche quelle legate a tutti gli altri difetti visivi, fatto salvo per la presbiopia, che lo rendevano schiavo dell’occhiale. Se decidesse invece di farsi impiantare un cristallino multifocale risolverebbe anche il problema della vista da vicino.
Questi ultimi due tipi di cristallini, o lenti che dir si voglia, contribuiscono in modo significativo anche al foto ringiovanimento dell’occhio, che appare, sin da subito, molto più grande e disteso.





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